Il clima forgia la personalità – Almanacco CNR-

Nel IV secolo a.C. Aristotele definì l’essere umano un animale sociale in quanto tende a vivere a stretto contatto con i propri simili, con cui stabilisce relazioni e legami che ne influenzano il comportamento e ne forgiano la personalità. Questa idea è estremamente moderna poiché sottolinea che il comportamento e la personalità non sono innati, ma derivano delle interazioni tra individui e ambiente. “La personalità viene definita dalle neuroscienze e dalla psicologia clinica come ‘l’aggregato interattivo di caratteristiche personali che influenzano la risposta di un individuo all’ambiente’”, spiega Antonio Cerasa

Effetti sonori dello smart working

Oggi che la casa scoppia, intasata di smart working, gli uffici sembrano essere il rifugio dove evadere in cerca di quiete. Eppure “c’è un sottile malessere, forse una nostalgia, nel vivere i nuovi rumori che animano le nostre case tra pc, monitor e cucina”, spiega Antonio Cerasa dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Irib) del Cnr. Richiama il ricordo familiare di rumori che ci riportano a una normalità. E alla nostalgia c’è chi risponde con la tecnologia.http://www.almanacco.cnr.it/reader/cw_usr_view_articolo.html?id_articolo=11158&id_rub=32&giornale=11136

Essere nevrotici aumenta il rischio di sviluppare il Parkinson – Repubblica –

Numerosi fattori contribuiscono all’insorgenza della malattia di Parkinson, tra questi c’è anche uno specifico tratto di personalità chiamato nevroticismo. Questo è il risultato dello studio multicentrico su quasi mezzo milione di persone, realizzato dalla Florida State University in collaborazione con Cnr-Irib, Cnr-Ibfm e pubblicato su Movement Disorders

Nel cervello dei sinestetici – Almanacco Scienza CNR

Provate a immaginare cosa accade nella mente delle persone che, mentre ascoltano un brano musicale a occhi chiusi, vedono immagini tridimensionali simili a spirali o percepiscono profumi che inebriano l’olfatto. Oppure nelle persone che quando leggono i numeri, invece di vedere un simbolo sul foglio, li percepiscono con delle specifiche posizioni spaziali. Stiamo parlando di persone sinestetiche, cioè di individui che hanno costantemente percezioni scatenate da diversi input sensoriali. “Secondo uno studio dell’Università di Bergen in Norvegia, circa il 20% della popolazione ha avuto almeno per una volta nella vita queste particolari sensazioni”, spiega Antonio Cerasa neuroscienziato dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Irib) del Consiglio nazionale delle ricerche.