Emicrania Astronauti – Intervista AlmanaccoCNR

Esiste una forma di “cefalea spaziale” che sta preoccupando la Nasa, dato che ha colpito circa metà dei suoi astronauti. Si chiama Sans, acronimo di Spaceflight-associated neuro-ocular syndrome, e sarebbe provocata da problemi di circolazione venosa a livello cerebrale. Può causare anche gravi danni a livello visivo. Studiarla può aiutare a comprendere meglio la cefalea terrestre? Lo abbiamo chiesto ad Antonio Cerasa, neuroscienziato dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Cnr

Intervista su Vanity Fair

Ha spiegato che non è stato un gesto premeditato ma frutto di un malore che improvvisamente l’ha colpita. Lei si è trovata in uno stato di catalessi. Si sentiva soffocata e ha compiuto questo gesto del quale non riesca a dare alcuna spiegazione. Dopo aver compiuto questo gesto dice che si trovava in una realtà parallela e non capiva cosa gli stesse succedendo». È il racconto riportato, dalla sua legale, di Monica Santi, la donna che ha confessato di aver lanciato dalla finestra il bambino di un anno di cui era la baby sitter. Il termine che è saltato subito agli occhi è catalessi. Davvero può esserle accaduto questo? Sarà probabilmente chiesta una perizia psichiatrica per accertare le condizioni della donna. Difficile però per gli esperti pensare alla catalessi.

Frattali-Genoma Umano. Comunicato Stampa CNR

Ridurre la complessità del genoma umano mediante i frattali Un nuovo strumento per affrontare questa sfida arriva dalla matematica, in particolare dalla geometria frattale, che permette di caratterizzare le variazioni individuali di tutte le popolazioni mondiali. Questo è il risultato dello studio multicentrico realizzato dal #Cnr (#Cnr_Irib, #Cnr_Istc, #Cnr_Iasi) e dall’Università degli Studi di Padova, pubblicato su International Journal of Neural Systems.

Il ruolo dello psicologo ai tempi dell’infodemia – AlmanaccoCNR

La psicologia è a tutti gli effetti una disciplina scientifica. Pur non trattando i pazienti con farmaci e utilizzando la cosiddetta “talking cure”, la terapia della parola, costituisce infatti uno strumento efficace. Che, se applicato nei tempi giusti, agisce sulla genesi dei pensieri distorti alla radice di malattie quali l’ansia e la depressione, non limitandosi a intervenire sui sintomi.