“Quel benessere non facile da mantenere” – Almanacco CNR-

La parola equilibrio deriva dal latino, dai termini “aequus”, che vuol dire uguale, e “libra”, che vuol dire bilancia. Nell’accezione più propriamente classica, con equilibrio mentale ci si riferisce alla capacità dell’essere umano di trovare un’omeostasi tra le pressioni interne rispetto a quelle esterne. Per pressioni esterne intendiamo tutta quella infinita serie di dictat, valori, tradizioni, leggi (pubbliche o morali), norme, modelli, opinioni, simboli di cui è pieno il mondo che percepiamo con i nostri sensi e che rappresentano l’essere umano nella sua dimensione sociale. Per pressioni interne, invece, parliamo dei bisogni primari (cibo, sonno, sesso, protezione) e secondari (stima, socializzazione, autorealizzazione) che governano la nostra ricerca di piacere e di soddisfacimento, ma che contrastano con ciò che l’ambiente esterno autorizza o meno.

“Dismorfia e smartworking” – CNR WebTV-

Quanto ci ha cambiati il lavoro ‘in smart’? Nuove regole conducono a nuove abitudini, sottolineate con l’ironia di attori come Giovanni Scifoni e divenute virali sui social. Quello che la satira mette in evidenza e che i più condividono, sono, tuttavia, problemi seri su cui interviene l’esperto Antonio Cerasa dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irib).

Il clima forgia la personalità – Almanacco CNR-

Nel IV secolo a.C. Aristotele definì l’essere umano un animale sociale in quanto tende a vivere a stretto contatto con i propri simili, con cui stabilisce relazioni e legami che ne influenzano il comportamento e ne forgiano la personalità. Questa idea è estremamente moderna poiché sottolinea che il comportamento e la personalità non sono innati, ma derivano delle interazioni tra individui e ambiente. “La personalità viene definita dalle neuroscienze e dalla psicologia clinica come ‘l’aggregato interattivo di caratteristiche personali che influenzano la risposta di un individuo all’ambiente’”, spiega Antonio Cerasa

Effetti sonori dello smart working

Oggi che la casa scoppia, intasata di smart working, gli uffici sembrano essere il rifugio dove evadere in cerca di quiete. Eppure “c’è un sottile malessere, forse una nostalgia, nel vivere i nuovi rumori che animano le nostre case tra pc, monitor e cucina”, spiega Antonio Cerasa dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica (Irib) del Cnr. Richiama il ricordo familiare di rumori che ci riportano a una normalità. E alla nostalgia c’è chi risponde con la tecnologia.http://www.almanacco.cnr.it/reader/cw_usr_view_articolo.html?id_articolo=11158&id_rub=32&giornale=11136