Il mondo sta invecchiando, la tecnologia ci salverà – Repubblica.it-

L’Italia sta invecchiando. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, gli ultra 65enni sono 13,8 milioni (il 22,8% della popolazione italiana), e sono aumentati di oltre mezzo milione in meno di 4 anni.

Alla luce di questi numeri, urge ripensare il Sistema Sanitario e il Welfare in generale, puntando su prevenzione e assistenza in chiave smart. Proprio la tecnologia, infatti, può essere la chiave di volta per ottenere risultati su larga scala, in maniera mirata e senza sprechi di risorse economiche, sopratutto la tecnologia applicata al campo medico e del benessere in generale

Un nuovo sistema in uso in Europa – attualmente solo per scopi di ricerca – per la prevenzione delle malattie legate all’invecchiamento del sistema nervoso è l’Optical Topography (OT), topografia ottica, in grado di fornire informazioni sul consumo di ossigeno nei tessuti cerebrali.

Nell’ambito delle tecnologie di neuroimaging occorre investire in due direzioni: a) Miglioramento dell’Hardware; b) Algoritmi di post-processing dei dati. Ma una parte fondamentale la giocherà l’applicazione dell’intelligenza artificiale (IA) alla OT. Se nel neuroimaging l’arrivo dell’IA ha rivoluzionato il concetto di diagnosi per immagini, nella OT non ci sono ancora tracce di questo fondamentale settore della matematica che ha aiutato numerose branche della medicina a ridurre la complessità dei fenomeni naturali. Il nostro è uno dei pochi centri di ricerca in Italia che ha sviluppato numerosi algoritmi di IA per la diagnosi automatizzata dei dati provenienti dal neuroimaging e tra breve trasferiremo questa conoscenza anche all’ambito della OT. Solo in questo modo la OT potrà entrare finalmente nell’ambito clinico

Artificial Intelligence….walking with me

L’Intelligenza artificiale e le Neuroscienze difficilmente lavorano a stretto contatto, non perché questo non sia possibile, ma per un problema di comunicazione. Il talent Garden è lo spazio migliore per favorire una condivisione che porta alla contaminazione.

Nell’incontro parleremo di alcune scoperte neuroscientifiche e “camminando insieme” con ingegneri e informatici cercheremo di scoprire quali di queste idee e scoperte possono essere TRASLATE al dominio dell’intelligenza artificiale.

Intervista su Smart Drugs – D di Repubblica

D di Repubblica

Gli smart drugs più studiati sono tre sostanze farmacologiche:

1) il metilfenidato (ad es. Ritalin);

2) Adderal (a base di Anfetamine)

3) e il modafinil (Provigil): usato come trattamento per la narcolessia.

Il metilfenidato e i sali misti di anfetamine sono psicostimolanti e sono le forme più comuni di trattamento farmacologico per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).Sono quelli che provocano poi più dipendenza.

Uno dei lavori più interessanti sull’argomento è quello del neurologi di Chieti diretti da Stefano Sensi (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23935959) che ha provato a vedere l’effetto placebo rispetto alla somministrazione di modafinil. In generale sono pochi gli studi in letteratura che dimostrano un chiaro miglioramento significativo delle performance a seguito della somministrazione di Smart Drugs.

Il loro effetto sull’intelligenza sarebbe lo stesso causato da caffeina o nicotina. Quindi per avere degli effetti è necessario che ci sia una cronicizzazione dei farmaci.

Gli effetti a lungo termine non si conoscono ma si hanno solo prove su modelli animali in cui il Ritalin sarebbe quello più tossico per il neurodevelopment. Se si dà il farmaco ai topi l’attività dei neuroni della corteccia prefrontale aumenta sensibilmente, ma può sparire velocemente se il farmaco viene tolto e una volta ripreso neanche triplicando la dose si riesce a riproporre la iperatttività di prima. Quindi sicuramente possono avere un effetto soprattutto nei cervelli giovani, ma questi porteranno a problemi di neurosviluppo.

Le smart drug lavorano ovviamente sul neurotrasmittetori dell’intelligenza (noradrenalina e dopamina) avendo un effetto sulle capacità di attenzione e sull’attività dei centri del piacere (reward system) .

Reference:

https://www.nature.com/articles/531S2a

I videogames rallentano il declino cognitivo nelle persone anziane? – StarBene –

 

StarBene_Agosto2019È utile per lavorare, aggiornarsi, giocare online e frequentare i social. Ma il computer è anche un valido aiuto per preservare la memoria e combattere il decadimento cognitivo legato all’invecchiamento cerebrale. Lo ha dimostrato la ricerca di un team della Mayo Clinic di Scottsdale, in Arizona, che ha seguito circa 2 mila persone per 4 anni. Il lavoro è stato pubblicato sulla Rivista Neurology.