Indagare il futuro è probabilmente il desiderio che accomuna gran parte degli esseri umani. Non è casuale, infatti, che l’intelligenza artificiale – la tecnologia più avanzata di cui disponiamo ora – venga usata per scopi predittivi, cioè per sapere adesso, quello che potrebbe accadere domani.  Se nel 2022 Zuckerberg ha annunciato al mondo la nuova tecnologia del Metaverso, principalmente per scopi commerciali e di intrattenimento, il mondo delle neuroscienze ha drizzato subito le antenne, che si sono idealmente connesse con quelle della medicina riabilitativa. Il motivo lo spiega Antonio Cerasa, neuroscienziato, direttore dell’Istituto di bioimmagini e sistemi biologici complessi del Cnr

Le nuove frontiere dell’AI in Medicina- Intervista IlMattino

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