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I correlati psicofisiologici dei Divulgatori scientifici

Chi sono i DIVULGATORI SCIENTIFICI?
Numerose competenze definiscono i comunicatori scientifici, tra cui la capacità di controllare la voce e il corpo, di sintetizzare concetti complessi e di avere la flessibilità di adattare il proprio registro linguistico a seconda del pubblico, e di gestire lo stress per presentare le informazioni in modo chiaro e autorevole. Tuttavia, le competenze dei comunicatori scientifici sono sempre state definite in modo qualitativo, senza misurazioni oggettive che potessero essere utilizzate per creare nuove risorse formative per le generazioni future.
Nel nostro lavoro presentiamo per la prima volta i correlati psicofisiologici di una performance di comunicazione scientifica durante un’intervista televisiva nazionale in prima serata in un contesto ecologico mai visto prima.
Ringraziamo l’eccellente gruppo di colleghi (David Wolfgang Vagni Gennaro Tartarisco, Loredana Cerbara, Antonio Tintori, Marco Tullio Liuzza, Giovanni Pioggia, Simona Campisi) che hanno partecipato a questa ricerca. Per realizzare uno studio ecologico come questo è necessaria un’ampia gamma di competenze scientifiche. Siamo grati alla redazione di RaiNews24 e all’Ufficio Stampa del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche per averci dato la possibilità di creare questo setting sperimentale.
Infine, un ringraziamento speciale a Marco Ferrazzoli. Marco mi ha chiamato nell’aprile del 2021 con la particolare richiesta: “Per favore, trovami un modo per valutare oggettivamente le capacità di un comunicatore scientifico!!!”. ……..Questo è stato l’inizio di questo progetto.
https://www.cnr.it/it/nota-stampa/n-13416
https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0320160
ChatGPT prova Ansia-Intervista Messaggero
Paura di Volare – Almanacco CNR
Inaugurazione del nuovo centro di Neuroscienze, IBSBC-CNR Catanzaro
Intervista RAI-Gr1
Intervista TGLeonardo-RAI3
Indagare il futuro è probabilmente il desiderio che accomuna gran parte degli esseri umani. Non è casuale, infatti, che l’intelligenza artificiale – la tecnologia più avanzata di cui disponiamo ora – venga usata per scopi predittivi, cioè per sapere adesso, quello che potrebbe accadere domani. Se nel 2022 Zuckerberg ha annunciato al mondo la nuova tecnologia del Metaverso, principalmente per scopi commerciali e di intrattenimento, il mondo delle neuroscienze ha drizzato subito le antenne, che si sono idealmente connesse con quelle della medicina riabilitativa. Il motivo lo spiega Antonio Cerasa, neuroscienziato, direttore dell’Istituto di bioimmagini e sistemi biologici complessi del Cnr







