The beauty formula

La bellezza, e la possibilità di definire i suoi canoni, è stato sempre un argomento fondamentale per l’essere umano dai tempi di Platone, fino ad arrivare ad Immanuel Kant. Fin da allora s’ipotizzava  una fantomatica proporzione o formula matematica che esplicasse in un solo numero il concetto di bellezza. Questa formula (definita golden ratio) è il rapporto spaziale tra vari marcatori posti sul viso umano ed è esplicato dal rapporto: 1: 1.618. Stiamo parlando della proporzione perfetta degli elementi del corpo che vengono usati come riferimento unico per differenziare ciò che è bello da quello che non lo è. Secondo le ultime ricerche in campo percettivo, questa formula è stata semplifica. La miglior attrattività è data da un viso in cui la distanza occhi-bocca sia il 36% della lunghezza della faccia, mentre la distanza tra gli occhi deve essere il 46% della larghezza del viso. Queste due proporzioni ci danno l’idea di cosa sia, oggettivamente, la bellezza per l’essere umano.[1]

Senza bisogno di computer o programmi sofisticati nel mondo dell’arte antica troviamo esempi di perfetta proporzione delle forme. Prendiamo il David di Michelangelo o il Doriforo di Policleto. Quando vediamo queste opere le principali aree cerebrali che si attivano sono le classiche aree occipito-parietali che hanno il compito di scomporre tutte le componenti visuo-percettive degli stimoli visivi complessi. Ma, oltre a queste aree, se ne attiva anche un’altra molto importante, che è fondamentalmente legata all’elaborazione di stimoli percettivi a carattere emotivo: l’Insula. Parlando di emotività percettiva, non possiamo non citare il lavoro del Prof Rizzolatti (il padre dei mirror neurons) che nel 2007[2] scoprì proprio che la bellezza assoluta nell’arte produce, anche nei non-artisti, l’attivazione di quest’area cerebrale direttamente collegata con la codificazione emotiva degli stimoli.

[1] Pallett PM, Link S, Lee K. New “golden” ratios for facial beauty. Vision Res. 2010 Jan;50(2):149-54.

[2] Di Dio C, Macaluso E, Rizzolatti G. The golden beauty: brain response to classical and renaissance sculptures. PLoS One. 2007 Nov 21;2(11):e1201.

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