E se l’anello mancante tra primati ed essere umani si nascondesse in cucina?

Anche se la teoria del “missing link” è stata ormai abbandonata da secoli, i paleoantropologi di tutto il mondo cercano sempre più informazioni riguardo l’evoluzione filogenetica e le transizioni tra le varie specie di ominidi.

Una delle più moderne teorie che sta affascinando i ricercatori di tutto il mondo è quella che porta avanti Suzana Herculano-Houzel. L’essere umano è diventato il mammifero più evoluto grazie ad una semplice abilità che gli altri primati non possono raggiungere: CUCINARE.

L’interesse dei paleoantropologi di tutti il mondo non è tanto la dimostrazione dell’anello mancante, ma come sono avvenuti alcuni passaggi filogenetici ignoti: come si è passati dall’homo Abilis all’homo Erectus e come questo ominide si è poi evoluto fino a divenire Sapiens. Che cosa ha contributo a questa evoluzione? Com’è possibile che in qualche centinaia di migliaia di anni si è passati da un cranio che conteneva un cervello di 500 cm3 dell’Homo Abilis, ai 1000 cm3 dell’ homo Erectus, fino ad arrivare ai 1500 cm3 del nostro Homo Sapiens?

Secondo la ricercatrice Americana, la chiave di tutto fù la scoperta del fuoco, che ha permesso all’ominide di passare ad un’alimentazione completamente diversa, moltiplicando in maniera esponenziale il valore calorico ingerito giornalmente. Infatti, Il 100 per cento di un pasto cotto viene metabolizzato dal corpo, mentre gli alimenti crudi restituiscono solo 30 o 40 per cento dei loro nutrienti.

Il cervello ha bisogno di energia per funzionare, e meglio mangiamo e più “benzina” avremo a disposizione. Infatti, la grande proprietà che ha l’ Homo Sapiens rispetto a tutti i mammiferi non è tanto il peso o il numero di neuroni all’interno del suo cervello, quanto la capacità energetica. Il nostro è l’unico cervello in natura capace di consumare il 20-25%  dell’apporto calorico totale assunto tramite il cibo. Una soglia assurda che richiederebbe, per esempio, ad un gorilla di mangiare per oltre 24 ore (cibo crudo) per poter pareggiare l’apporto energetico. L’essere umano invece no, riesce ad ingerire anche velocemente (1-2 ore al giorno) grandi quantità caloriche, grazie al cibo cucinato.

Si deve quindi alla scoperta del fuoco, una delle principali cause che ha permesso di evolverci da un semplice primate all’essere umano iper-efficente e iper-intelligente di oggi. A conferma di questa ipotesi c’è che l’evoluzione sia in termini biologici, organici e di massa cerebrale raggiunta tra la fase di Homo Erectus a quella di Homo Sapiens è stata 5 volte più veloce di quella che ha portato l’australopiteco all’Homo Abilis. Il tutto proprio in concomitanza dell’era del fuoco. Sarà un caso?

E ora chi glielo dice ai crudisti e melariani…..

[1] Herculano-Houzel S. Decreasing sleep requirement with increasing numbers of neurons as a driver for bigger brains and bodies in mammalian evolution. Proc Biol Sci. 2015 Oct 7;282(1816):20151853.

[2] Fonseca-Azevedo K, Herculano-Houzel S. Metabolic constraint imposes tradeoff between body size and number of brain neurons in human evolution. Proc Natl Acad Sci U S A. 2012 Nov 6;109(45):18571-6.

 

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