Giallo Van Gogh – Festival della Scienza-

PRESENTAZIONE AL CONSIGLIO MINORE DEL PALAZZO DUCALE di GENOVA

Oltre 150 medici (pre-post mortem) si sono cimentati in una varietà di diagnosi di Van Gogh, che vanno dal disturbo bipolare, schizofrenia, sifilide, disforia, porfiria acuta intermittente, epilessia del lobo temporale amplificata dall’uso di assenzio in presenza di una lesione limbica precoce, alla malattia di Ménière.

Nella vita di van Gogh ci sono tutti gli elementi essenziali di un grande dramma romantico: le lettere struggenti che citano ogni fase della sua sofferenza, l’incapacità dei suoi contemporanei di riconoscere il suo genio, l’incapacità di vendere i suoi quadri, la sua disoccupazione e la totale dipendenza economica dal fratello, l’agonia della sua crescente follia e l’estasi della sua ultima esplosione dorata di creatività, e, infine, il suo suicidio. È ragionevole supporre che la risposta, o almeno una parte della risposta, risieda nei suoi quadri.

I pazienti con schizofrenia producono Arte che contiene attributi visivi (colore, la forma) di una natura straordinaria (Hacking and Foreman, 2001). La percezione visiva di oggetti semplici è però carente, cosi come nella rilevazione del contrasto, discriminazione del movimento e percezione della profondità.

La loro capacità di giudizio sulla bellezza di un’opera rimane intatta ed è simile a quella di soggetto sano

LA MALATTIA

La Xantopsia è una forma di cromatopsia, una distorsione nella visione dei colori, in cui gli oggetti appaiono più gialli di quanto siano realmente.

Si tratta di un ingiallimento del mezzo ottico, di solito la lente.

Ci sono una varietà di fattori che causano la Xantopsia. L’uso sistemico di farmaci come il digitalis può generare questo problema.

L’uso del Digitalis all’epoca era molto diffuso  per la cura dell’Epilessia e Samuel Hahnemann, il padre dell’omeopatia, elencava 73 indicazioni, tra cui “pensieri malinconici, ipocondria, malattia mentale, mal di testa, nausea”

LE OPERE
van Gogh’s paintings prior to 1889 already showed a preference for yellow. Therefore, his ‘yellow vision’ was evident in various paintings, such as his iconic ‘Sunflowers’ and many others, cannot be attributed to his alleged treatment with digitalis at Saint-Rémy.

Paul Gauguin who had worked with van Gogh prior to any major mental breakdowns or hospitalisations, commented on the effect of yellow in one of van Gogh’s sunflower paintings:

‘Oh yes, he loved yellow, this good Vincent, this painter from Holland’

L’uso del giallo è considerato derivare dal sole, e sembra essere correlato ad un’ambivalenza con il padre, come espresso nel culto del sole. Cosa rappresentasse il sole per Van Gogh è pura vita, gioia d’esistere. Una ricerca della felicità che un uomo martoriato, tormentato, insegue nel sole e nella religione, in maniera ossessiva, instancabile.

Digitalis o meno, Malattia o Meno, stiamo parlando di un uomo, un epilettico, depresso, affetto da manie e paranoia, che è riuscito a rompere la barriera grafica e cromatica della pittura.

E ‘stato uno dei pochi pittori che ha sciolto la valanga di cosiddetti pittori moderni, dove il colore non è necessariamente rappresentativo e dove la linea poteva essere libera.

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