
We talked about Neuroscience of Love…..One of the most beautiful experiences of my life………….
Thanks Prof Gustavo Piga

We talked about Neuroscience of Love…..One of the most beautiful experiences of my life………….
Thanks Prof Gustavo Piga

Con le moderne tecniche di mappatura del connettoma cerebrale รจ stato possibile portare alla luce i primi tasselli del complesso rapporto che lega i nostri parenti piรน prossimi (gli scimpanzรฉ) con la mente di una persona affetta da schizofrenia. Le implicazioni di queste scoperte avranno una ricaduta rivoluzionaria sulla pratica clinica
Continua a leggere su https://www.agi.it/blog-italia/salute/
………

Le prime realizzazioni di organoidi sono state effettuate tra gli anni โ80 e โ90. Si tratta di aggregati tridimensionali di cellule derivate da cellule staminali umane fatte crescere in vitro. Offrono possibilitร uniche per modellare e studiare il normale sviluppo fisiologico cosรฌ come poter simulare quello che accade in determinate malattie. Le sue applicazioni nella ricerca medica sono, ovviamente, molto vaste e spaziano dalla scoperta di nuovi farmaci a test tossicologici.
Gli organoidi cerebrali sono quelli che, perรฒ, nellโultimo periodo hanno avuto una massima diffusione soprattutto a livello scientifico e mediatico. Questo interesse nasce dallโaver scoperto che questi agglomerati artificiali di cellule nervose, una svolta sviluppatosi in vitro, sono capaci di comunicare con unโattivitร elettrica spontanea, esattamente come accade nel cervello dei bambini prematuri.
Il potere di dare vita ad una nuova popolazione di neuroni capaci di creare, autonomamente, pensieri o sensazioni primordiali, cosรฌ come il poter studiare modelli artificiali di patologie neurologiche (Alzheimer, Parkinson, Tumori Cerebrali) o psichiatriche (Schizofrenia, Autismo) ha aperto ad un nuovo filone della bio-etica che deve innanzitutto comprendere quali sono i limiti entro cui potersi spingere con questa nuova tecnologia offerta oggi dalle moderne neuroscienze.
In realtร , secondo i piรน esperti รจ molto difficile poter arrivare solo a mimare il funzionamento di una singola porzione di cervello umano con gli organoidi, visto che il funzionamento di una singola area dipende dalla connettivitร intra-/inter-emisferica con le altre strutture cerebrali. Quindi il pensiero o la coscienza sono fenomeni cellulari che avvengono su scale di complessitร enormemente piรน ampie rispetto alle complessitร che possono raggiungere gli organoidi. Sarebbe come paragonare la via Lattea allโintero Universo.
Comunque sono stati sollevati numerosi interrogativi etici che nascono da questa nuova metodica. Prima di tutto, quali sono i diritti dei donatori di cellule verso i โloroโ organoidi. In quale bio-banche vengono conservati e quali sono le regole di gestione? Poi cโรจ il discorso sulla durata di vita. In Gran Bretagna, ai ricercatori รจ vietato lavorare su embrioni donati di etร superiore ai 14 giorni. Ma cโรจ chi in USA, come Paola Arlotta, capo del Dipartimento di Biologia delle cellule staminali e rigenerativa dell’Universitร di Harvard, รจ arrivata a fare crescere organoidi cerebrali fino allโ8ยฐ mese di vita, portando ad un nuovo limite temporale la complessitร cellulare dellโarchitettura e delle potenziali dei mini-cervelli artificiali.
I piรน grandi esperti mondiali credono che al momento non ci sia la necessitร di veri e propri interventi legislativi su questo settore, ma le cose potrebbero cambiare in fretta se qualcuno un giorno dimostrerร che gli organoidi riescono a rispondere agli stimoli esterni, in particolare agli stimoli dolorifici. Quello potrebbe essere lโinizio di una nuova era per le neuroscienze.
Nellโattesa, lo studio degli organoidi cerebrali continua a rappresentare un incredibile patrimonio dove far germogliare nuovi esperimenti, metodi e teorie.


Nonostante la presenza di ricorrenti campagne, come ad esempio #seisicuro, promossa dalla Polizia di Stato e da Autostrade per lโItalia, che, tramite spot pubblicitari ironici e divertenti, informano gli automobilisti dei rischi al fine di persuaderli sullโutilizzo del telefonino, quasi sempre a distrarre รจ proprio lโuso del cellulare mentre si guida: si fanno telefonate, ma anche tutte le altre azioni rese possibili dallโavanzata tecnologia degli smartphone โ dai selfie alla scrittura di post per i social network -, attivitร che portano chi รจ al volante a fissare per diversi secondi lo schermo del cellulare, distogliendo lโattenzione dalla guida. E questa pericolosa abitudine non รจ prerogativa dei giovani se, come si legge ancora su Repubblica, โdai 18 ai 64 anni, la percentuale di chi ammette di aver guidato con il cellulare in mano รจ del 51%โ.
Ma qual รจ il motivo per cui cosรฌ tante persone rischiano la vita, propria e altrui, per usare il telefonino? โLa guida richiede grande attenzione cognitiva, quindi, basta poco per distrarsi. La presenza di uno strumento in macchina che continuamente si illumina, manda segnali acustici o visivi ci distrae anche solo a livello inconscioโ, spiega Antonio Cerasa, neuroscienziato dellโIstituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (IBFM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Oggi รจ insomma difficile non guardare e non usare il telefonino per troppo tempo, anche quando si รจ al volante. โLa comunicazione nella nostra societร liquida รจ istantanea, dunque dobbiamo costantemente essere connessi perchรฉ quello che ho scritto su un messaggio otto ore fa รจ giร preistoriaโ, commenta Cerasa. โTutto questo rende la diatriba sullโuso del cellulare in macchina difficile da risolvereโ
Oggi la tecnologia sta indubbiamente venendo incontro alle esigenze della pubblica sicurezza, rendendo le macchine sempre piรน wireless, sempre piรน bluetooth, sempre piรน connesse, ma questo non basta a garantire la sicurezza. โUna possibile spiegazione del perchรฉ non resistiamo alla tentazione di guardare il cellulare, sta nel meccanismo del โtouchโ. Lโincredibile mole di opportunitร che ci offre il mondo degli smartphone esplode nelle nostre mani grazie a un semplice tocco del dito sullo schermoโ, continua il ricercatore. โLโinterazione con il telefonino รจ estremamente particolare perchรฉ fin da bambini abbiamo appreso che per entrare nel mondo di internet possiamo farlo con un semplice tocco. Il tocco puรฒ farci scoprire chi parla di me, chi mi sta pensando, chi sta guardando quello che ho fatto, i commenti degli altri e molto altro ancora. Toccare lo schermo significa essere continuamente tra la gente, essere premiato per ciรฒ che si fa, essere ricercato, essere desiderato. Ognuno di noi ha quindi appreso che basta โtoccareโ per interagire con gli altri attraverso il web e questo condizionamento pavloviano (โtocca e ti dirรฒ chi sei!โ) non รจ facile da interrompereโ.
Il gesto del โtoccoโ per entrare in comunicazione con il mondo, se ripetuto tante volte durante il giorno, si trasforma da azione volontaria ad un semplice comportamento automatico. Lโeffetto dellโapprendimento e della ripetizione produrrร quel famoso fenomeno di plasticitร neurale chiamato โmemoria proceduraleโ, in cui un set di azioni motorie e cognitive vengono โzippateโ e trasferite in unโaltra area per poter essere eseguite in maniera piรน facile ed immediata e soprattutto in maniera inconscia. Attraverso questo meccanismo lโessere umano riesce ad apprendere migliaia di nuove abilitร ogni giorno, ma se questo comportamento viene ripetuto in maniera frenetica, centinaia di volte al giorno per mesi interi si puรฒ passare da un semplice comportamento appreso a movimenti stereotipati, cioรจ fini a sรฉ stesso senza un reale significato adattivo. La regione del cervello che gestisce la fase di apprendimento procedurale di una nuova azione, cosi come la sua innaturale trasformazione in comportamento stereotipato, รจ il cervelletto. Questa regione cerebrale, se stimolata in maniera adattiva dallโambiente, produce nuove forme di abilitร che possono arrivare a manifestarsi nella grandiositร delle abilitร di un grande sportivo, musicista o di un head chef. Se, invece, invece viene stimolata in maniera ripetitiva e frenetica, il cervelletto produrrร risposte compulsive difficili da interrompere se non a spese di un grosso sforzo cognitivo. Il viaggio in macchina puรฒ rappresentare un buon test per capire se la nostra interazione con il cellulare si รจ spostata piรน sul versante patologico. La classica sintomatologia รจ: lโinsofferenza che sale con il passare del tempo senza poter controllare il display, lโincapacitร di resistere soprattutto durante i periodi di attesa nel traffico, la distraibilitร cognitiva che si manifesta ad ogni segnale di notifica. Se contassimo le volte che sentiamo questi eventi emotivi durante il nostro naturale tragitto in macchina ci renderemmo conto che sono ciclici e ritmici. Esattamente come le volte in cui controlliamo il cellulare quando siamo tranquilli a casa. La sincronizzazione e la ritmicitร sono proprio le due principali funzionalitร del cervelletto necessarie per coordinare i movimenti del corpo. Il viaggio in macchina per il nostro cervelletto รจ un fastidioso intruso che impedisce la normale ripetizione ciclica dei comportamenti stereotipati. Soluzioni? Distraiamo il cervelletto con altri movimenti ciclici e ritmici: cantiamo mentre guidiamo!
Lโavanzamento tecnologico deve perรฒ renderci ottimisti, come suggerisce Cerasa: โSe possiamo cambiare le marce semplicemente premendo un pulsante sul volante, senza bisogno di staccare gli occhi dalla strada, possiamo fare la stessa cosa per scrollare i messaggi che arrivano al cellulare. Ma abbiamo bisogno di una nuova generazione di auto con Intelligenza Artificiale, capaci di fare per noi quello che faremmo se avessimo il cellulare in mano. ร solo questione di tempo, il futuro ha giร previsto questo tipo di nuova evoluzione della comunicazione, ma nellโattesa possiamo cominciare ad allenarci a โtoccareโ un po’ meno lo schermo del nostro cellulareโ.

Lo scorso 7 febbraio, รจ stata presentata alla Camera dei Deputati una proposta di legge (A.C. 1580 โ Cantalamessa ed altri) volta a modificare lโattuale formulazione dellโart. 97 c.p. nel senso di ridurre il limite di etร per lโimputabilitร del soggetto minorerenne da quattordici a dodici anni.ย Affrontare una questione di straordinaria delicatezza quale รจ quella oggetto della presente proposta di legge richiede, a nostro avviso, lโadozione di un approccio integrato, suscettibile di mettere in relazione le opportune valutazioni di tipo penalistico e criminologico con le indicazioni provenienti da diversi campi del sapere extragiuridici. Pertanto, abbiamo chiesto un gruppo di esperti in svariate materie (dal diritto, alla criminologia, alla filosofia, alla semiotica, alla psicologia, alla psicoanalisi, alle neuroscienze e alle scienze computazionali) di condividere, ciascuno con riferimento al proprio settore di competenza, le proprie riflessioni in materia di imputabilitร degli adolescenti e dei preadolescenti a partire dalla citata posposta di legge. Abbiamo sottoposto a tutti gli intervistati i medesimi quesiti, ossia:
i) dal Suo punto vista professionale, ritiene che sia sensato abbassare la soglia di imputabilitร penale del minorenne autore di reato da 14 anni (soglia attuale) a 12 anni? Perchรฉ?
ii) nel caso in cui la proposta dovesse tradursi in legge, quali sono, dal punto di vista scientifico, i possibili rischi o, viceversa, i vantaggi (a seconda della risposta data in precedenza) della sua entrata in vigore?
iii) Eventuali suggerimenti in proposito?ย
Il presente documento contiene una sintesi ragionata delle risposte ricevute e delle considerazioni formulate dai nostri intervistati.

“Le neuroscienze, non possono rispondere alla domanda โse gli uomini sono piรน o meno bravi delle donne a seguire delle indicazioni stradaliโ. Ma possono comunque fornire utili informazioni che indirettamente ci aiutano a rispondere alla precedente domanda.
Esistono numerose ricerche che dimostrano come la rappresentazione dello spazio esterno sia diversa nei due sessi e che gli uomini siano piรน performanti nei compiti di orientamento.ย Il tutto nasce dal fatto che i due sessi usano due diversi concetti di spazio: uno definito “egocentrico” (che รจ centrato sulle sensazioni e la rappresentazione del mio corpo) e lโaltro “allocentrico” (che รจ piรน centrato sullโattenzione verso il mondo esterno). In particolare, quando un individuo รจ impegnato ad orientarsi nello spazio puรฒ localizzare le caratteristiche ambientali: (a) riferendosi alla propria posizione, vale a dire un quadro di riferimento egocentrico o (b) riferendosi alle proprietร spaziali e configurazionali delle caratteristiche ambientali, vale a dire un quadro di riferimento allocentrico.Eโ stato dimostrato che gli uomini quando esplorano utilizzano strategie di tipo allocentrico che sono quelle maggiormente richieste per adattarsi a un ambiente ostile, come avvenuto per millenni durante lโevoluzione della specie umana. La tendenza della donna a prediligere, invece, una esplorazione concentrata sul proprio corpo puรฒ essere legata al diverso sistema fisiologico del suo corpo predisposto per la maternitร .Questa apparente superioritร cognitiva decade, perรฒ, se durante un compito di orientamento vengono nascosti i riferimenti spaziali esterni. Venendo a mancare la principale strategia dellโesplorazione allocentrica, si annulla la superioritร del sesso maschile nel confronto con la donna.โ
Referenze:
Per approfondimenti si rimanda a:

PRESENTAZIONE AL CONSIGLIO MINORE DEL PALAZZO DUCALE di GENOVA
Oltre 150 medici (pre-post mortem) si sono cimentati in una varietร di diagnosi di Van Gogh, che vanno dal disturbo bipolare, schizofrenia, sifilide, disforia, porfiria acuta intermittente, epilessia del lobo temporale amplificata dall’uso di assenzio in presenza di una lesione limbica precoce, alla malattia di Mรฉniรจre.
Nella vita di van Gogh ci sono tutti gli elementi essenziali di un grande dramma romantico: le lettere struggenti che citano ogni fase della sua sofferenza, l’incapacitร dei suoi contemporanei di riconoscere il suo genio, l’incapacitร di vendere i suoi quadri, la sua disoccupazione e la totale dipendenza economica dal fratello, l’agonia della sua crescente follia e l’estasi della sua ultima esplosione dorata di creativitร , e, infine, il suo suicidio. ร ragionevole supporre che la risposta, o almeno una parte della risposta, risieda nei suoi quadri.
I pazienti con schizofrenia producono Arte che contiene attributi visivi (colore, la forma) di una natura straordinaria (Hacking and Foreman, 2001). La percezione visiva di oggetti semplici รจ perรฒ carente, cosi come nella rilevazione del contrasto, discriminazione del movimento e percezione della profonditร .
La loro capacitร di giudizio sulla bellezza di un’opera rimane intatta ed รจ simile a quella di soggetto sano
LA MALATTIA
La Xantopsia รจ una forma di cromatopsia, una distorsione nella visione dei colori, in cui gli oggetti appaiono piรน gialli di quanto siano realmente.
Si tratta di un ingiallimento del mezzo ottico, di solito la lente.
Ci sono una varietร di fattori che causano la Xantopsia. L’uso sistemico di farmaci come il digitalis puรฒ generare questo problema.
L’uso del Digitalis all’epoca era molto diffusoย per la cura dellโEpilessia e Samuel Hahnemann, il padre dell’omeopatia, elencava 73 indicazioni, tra cui “pensieri malinconici, ipocondria, malattia mentale, mal di testa, nausea”
LE OPERE
van Goghโs paintings prior to 1889 already showed a preference for yellow. Therefore, his โyellow visionโ was evident in various paintings, such as his iconic โSunflowersโ and many others, cannot be attributed to his alleged treatment with digitalis at Saint-Rรฉmy.
Paul Gauguin who had worked with van Gogh prior to any major mental breakdowns or hospitalisations, commented on the effect of yellow in one of van Goghโs sunflower paintings:
โOh yes, he loved yellow, this good Vincent, this painter from Hollandโ
L’uso del giallo รจ considerato derivare dal sole, e sembra essere correlato ad un’ambivalenza con il padre, come espresso nel culto del sole. Cosa rappresentasse il sole per Van Gogh รจ pura vita, gioia dโesistere. Una ricerca della felicitร che un uomo martoriato, tormentato, insegue nel sole e nella religione, in maniera ossessiva, instancabile.
Digitalis o meno, Malattia o Meno, stiamo parlando di un uomo, un epilettico, depresso, affetto da manie e paranoia, che รจ riuscito a rompere la barriera grafica e cromatica della pittura.
E ‘stato uno dei pochi pittori che ha sciolto la valanga di cosiddetti pittori moderni, dove il colore non รจ necessariamente rappresentativo e dove la linea poteva essere libera.

Alla luce di questi numeri, urge ripensare il Sistema Sanitario e il Welfare in generale, puntando su prevenzione e assistenza in chiave smart. Proprio la tecnologia, infatti, puรฒ essere la chiave di volta per ottenere risultati su larga scala, in maniera mirata e senza sprechi di risorse economiche, sopratutto la tecnologia applicata al campo medico e del benessere in generale
Un nuovo sistema in uso in Europa โ attualmente solo per scopi di ricerca – per la prevenzione delle malattie legate all’invecchiamento del sistema nervoso รจ l’Optical Topography (OT), topografia ottica, in grado di fornire informazioni sul consumo di ossigeno nei tessuti cerebrali.
Nell’ambito delle tecnologie di neuroimaging occorre investire in due direzioni: a) Miglioramento dellโHardware; b) Algoritmi di post-processing dei dati. Ma una parte fondamentale la giocherร lโapplicazione dellโintelligenza artificiale (IA) alla OT. Se nel neuroimaging lโarrivo dellโIA ha rivoluzionato il concetto di diagnosi per immagini, nella OT non ci sono ancora tracce di questo fondamentale settore della matematica che ha aiutato numerose branche della medicina a ridurre la complessitร dei fenomeni naturali. Il nostro รจ uno dei pochi centri di ricerca in Italia che ha sviluppato numerosi algoritmi di IA per la diagnosi automatizzata dei dati provenienti dal neuroimaging e tra breve trasferiremo questa conoscenza anche allโambito della OT. Solo in questo modo la OT potrร entrare finalmente nellโambito clinico